L'importanza della domanda turistica brasiliana per il turismo in Italia

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06 Ago 2012

Come abbiamo visto nel precedente articolo sulle potenzialità turistiche del Brasile come mercato out-going, la prima destinazione straniera sono gli Stati Uniti (soprattutto Miami, per una forma di turismo soprattutto legato allo shopping), seguiti dall’Argentina, per la prossimità che la rende meta turistica molto appetibile, scelta dai brasiliani soprattutto per il turismo legato alla neve durante la stagione invernale. Dei paesi europei, Francia e Portogallo sono rispettivamente le destinazioni più visitate, anche se negli ultimi anni il Portogallo accorcia le distanze soprattutto grazie alla strategia di espansione dell’aerolinea di bandiera portoghese TAP, che ha incrementato notevolmente le rotte su questa destinazione. Nel ranking assoluto dei Paesi più visitati, che fanno registrare di anno in anno performance sempre più positive con questo mercato l’Italia si colloca all’ottava posizione, subito dopo la Germania. L’Europa non solo è la meta che incuriosisce di più i turisti brasiliani, molti dei quali non l’hanno mai visitata, ma è anche sempre più accessibile grazie al favorevole cambio del Real con l’Euro, che ha la tendenza al continuo apprezzamento, basti pensare che anche se soggetto a continue fluttuazioni, nel 2001 occorrevano circa 4 Real per acquistare un Euro, a inizio 2009 ne occorrevano 3,4, mentre oggi ne occorrono poco più di 2,6, con un conseguente forte risparmio.

I cinque stati brasiliani più importanti a livello di bacino di domanda turistica sono: Sao Paulo, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sur, Minas Gerais e Paranà, dove si trovano i più importanti aeroporti internazionali e dove le persone possono vantare il maggior potere di acquisto, mentre chiudono la classifica i più poveri e meno popolati Pernabuco e Cearà. In particolare l’Aeroporto Internacional de Guarulhos di Sao Paulo connette lo stato con 28 Paesi, mentre quello di Rio de Janeiro Galeão/Antônio Carlos Jobim con 18. L’Aeroporto Internacional de Porto Alegre/Salgado Filho, terzo per importanza, collega il Brasile a 9 destinazioni internazionali, due in più rispetto all’Aeroporto Internacional de Salvador/Dep. Luís Eduardo Magalhães, nello stato di Bahía, al Nord-Est de Paese.

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Per quanto riguarda la decisione sulle destinazioni di viaggi internazionali, che vengono prese con un anticipo da 1 a 3 mesi rispetto alla data di partenza, circa il 48% dei brasiliani si affidano alle raccomandazioni delle agenzie di viaggio tradizionali, il 36% (percentuale costantemente in crescita) si affida alle informazioni trovate sui siti Internet della stampa specializzata, degli operatori o delle stesse destinazioni, mentre solo il 23% chiede consigli ad amici e parenti, probabilmente perché in generale non trovano significative esperienze di viaggio pregresse sulle quali basarsi per ottenere informazioni; è infatti da poco che il Brasile si è aperto con decisione ai viaggi all’estero, che però progressivamente stanno entrando nelle abitudini di sempre più persone, oggi ancora appartenenti all’élite più agiata, ma che il tempo si diffonderà anche tra chi oggi è escluso, sia perché gli stipendi (soprattutto per le professioni meno pagate) stanno aumentando velocemente di anno in anno, sia perché sono sempre di più le possibilità di accedere al credito anche per acquistare le vacanze. È comunque vero che in Brasile continua ad esistere una fortissima disuguaglianza tra la minoranza della popolazione nella quale si concentrano le maggiori risorse economiche e la stragrande maggioranza povera.

Volendo tracciare un profilo dei turisti brasiliani che viaggiano all’estero, secondo i dati forniti dal Ministério do Turismo do Brasil si parla di persone che hanno generalmente tra i 30 e 40 anni di età, appartengono alla classe medio-alta e alta della popolazione (con reddito di almeno 40.000 dollari all’anno), livello di istruzione alto e che conoscono almeno una lingua straniera, generalmente inglese o spagnolo. La maggior parte di loro viaggiano da soli o in coppia, più raramente con bambini e quasi mai in gruppo. Il 64% dei viaggiatori all’estero hanno come motivazione principale le vacanze, categoria all’interno della quale sono compresi i viaggi studio, molto diffusi tra i giovani, mentre il 14% viaggiano per lavoro, seguono la visita ai familiari, soprattutto in Spagna e Portogallo, e la partecipazione a convegni e conferenze. Secondo Embratur, ente di promozione del turismo brasiliano, i turisti brasiliani che viaggiano all’estero com’è logico visitano più destinazioni, con una permanenza media complessiva di 17 giorni, 3 giorni per ogni destinazione visitata. Oltre il 70% sceglie una sistemazione alberghiera, principalmente tre o quattro stelle, con una forte preferenza per quelle localizzate nel centro delle più importanti città. Tra le attività maggiormente realizzate durante i viaggi all’estero si evidenziano la pratica di attività sportive, il contatto con la natura, le esperienze culturali e quelle legate all’arte. I brasiliani viaggiano molto anche per assistere ad eventi sportivi, come ad esempio le gare di Formula1, i big-match di calcio o quelli di basket della NBA americana, così come dimostrano grande interesse per il folklore locale (musica, danza e artigianato), partecipando agli eventi relazionati. Lo shopping di beni tecnologici e di lusso, soprattutto abbigliamento e complementi, è molto importante, perché in Brasile le tasse sulle importazioni sono molto alte, con i prezzi al consumo che arrivano ad essere quasi inaccessibili anche per i più agiati. La stagionalità dei viaggi è molto marcata, infatti si concentrano nel periodo da Dicembre a Febbraio, con un picco dopo la fine del Carnevale, che tra i Carioca è considerata una vera e propria festa nazionale, mentre quelli particolarmente ricchi ripetono il viaggio anche nei mesi da Giugno ad Agosto, anche se in questo caso scelgono preferibilmente destinazioni emergenti extra-europee.

Dal punto di vista della diffusione tecnologica, che come tutti sappiamo oggi influisce in modo concreto sulle modalità di reperimento delle informazioni sulle destinazioni di vacanza così come sul processo di acquisto, il Brasile si colloca al quinto posto mondiale nel ranking dei Paesi con maggior diffusione della rete Internet per numero di persone raggiunte dalla connessione (e primo nei Paesi dell’America Latina), quasi 76 milioni di utenti, dopo Cina, Stati Uniti Giappone e India, e una penetrazione del 78%, superiore anche a quella degli Stati Uniti. Di questi, circa 29 milioni di brasiliani accedono a Internet attraverso smartphone e tablet PC, molti dei quali (quasi esclusivamente appartenenti alla classe media e alta e con un’età compresa tra i 22 e 54 anni) hanno adottato questa tecnologia solo negli ultimi sei mesi. La maggior parte degli utenti di Internet è attiva partecipante nelle reti sociali; per anni la più popolare è stata Orkut, superata da Facebook (che qui ha raggiunto i 36 milioni di utenti) solo alla fine del 2011; molto importante è anche Twitter, infatti il Brasile è il Paese di lingua non inglese dove il famoso sistema di microblogging è più diffuso. Gli acquisti di beni e servizi attraverso la Rete, realizzati nel 2011 da oltre 27 milioni di persone corrispondente ad un valore totale di 15,3 miliardi di dollari (più della metà del valore degli acquisti in tutta l’America Latina), sono realizzati solo tra gli utenti appartenenti alla classe ricca e medio-alta della popolazione. I voli e i prodotti turistici rappresentano ancora solo una piccola minoranza del valore dell’e-commerce perché per questo tipo di acquisti, considerati ad alta complessità, continuano ad essere preferiti gli intermediari tradizionali.

Secondo i dati ISTAT e Embratur, con 548 mila arrivi e 1,3 milioni di presenze, nel 2010 (ultimo dato ufficiale disponibile) l’Italia è stato il quinto Paese europeo più visitato dai turisti brasiliani. Rispetto al 2009 gli arrivi e le presenze sono stati rispettivamente il 26% e il 18% in più, con una conseguente flessione della permanenza media che si attesta intorno a circa 2,5 giorni. A livello regionale le presenze si concentrano soprattutto in Toscana, Lazio, Lombardia e Veneto, aree dove ci sono le città turistiche più importanti, che insieme raggruppano oltre l’80% delle presenze complessive, seguite a grande distanza da Campania, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria. A livello provinciale, dopo Firenze, Roma, Milano e Venezia, sono 6 le provincie che hanno fatto registrare più di 20mila presenze: Genova, Siena, Torino, Perugia, Verona e Padova. È importante però sottolineare che nella quasi totalità delle regioni italiane si registra, anno dopo anno, un incremento omogeneo. Dall’analisi del profilo dei brasiliani in Italia nel 2010 (Fonte: elaborazione TSM Consulting su inchiesta presso T.O. brasiliani) si evince che il 32% dei sono single con in media 30 anni di età, con un’ottima capacità di spesa, e con motivazioni principali legate all’arte, alla cultura e allo sport. I mesi preferiti per viaggiare da questo segmento sono Gennaio, Giugno, Luglio, Agosto e Dicembre. La seconda categoria per importanza è rappresentata dai business traveller, che hanno tra i 35 e i 55 anni, con un profilo socio-culturale medio alto; fattore determinante per la loro soddisfazione è la qualità dei servizi e della location. Viaggiano principalmente nei mesi di Febbraio, Marzo, Aprile, Maggio, Ottobre e Novembre. L’11% dei visitatori sono giovani e studenti tra i 15 e i 26 anni, con un profilo di spesa medio basso. I senior over-60 sono l’8%, e pur avendo un profilo culturale molto elevato hanno una bassa capacità di spesa, mentre la loro principale motivazione di viaggio riguarda l’aspetto spirituale-religioso, l’arte e cultura, così come motivazioni legate alla salute. I viaggi di questa tipologia di turisti si concentrano nel periodo estivo (ad esclusione di agosto) e nella prima metà dell’autunno. Stessa quota spetta alle coppie senza figli, che hanno un’età compresa tra i 27 e i 33 anni e tra i 41 e 59, con un livello culturale ed economico medio-alto e una permanenza che si concentra nei mesi di Gennaio, Luglio e Dicembre. La categoria “famiglie con bambini” rappresenta solo il 2% dei flussi turistici nel nostro Paese, ed è caratterizzata per un profilo socio-culturale ed economico medio-basso; la maggior frequenza si riscontra nella fascia di età tra i 27 e 40 anni, con una motivazione principale di viaggio legata al relax e al piacere. Scelgono di viaggiare soprattutto nei mesi di Gennaio, Luglio e Dicembre. 

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Belloni Federico

Belloni Federico

Consulente senior specializzato nel settore turistico e alberghiero | Professore universitario | Mail: belloni@tsmconsulting.it

Consultor senior especializado en el sector turístico y hotelero | Profesor universitario | Mail: belloni@tsmconsulting-barcelona.com