"Generation I": nuovi paradigmi per soddisfare il segmento dei giovani clienti dell'albergo

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11 Mar 2011

Lo storico assunto che gli appartenenti alle future generazioni viaggeranno più dei loro genitori  è messo ultimamente in seria discussione.

Un report intitolato "The Future of Free Time" commissionato da Lastminute.com a Future Fundation, con lo scopo di indagare come le abitudini legate ai viaggi e al tempo libero cambieranno nei prossimi 20 anni, sostiene che le nuove generazioni saranno sempre più restie a spendere il loro tempo e i loro soldi per viaggiare e per fare esperienze di vacanze, per dedicarsi all'intrattenimento elettronico, alla partecipazione sempre piú attiva ai social network e al mantenersi "always-on", principalmente tra le mura domestiche.

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Si assiste infatti a una nuova socializzazione, fatta di messaggi e di una preponderanza della condivisione delle esperienze nel cyberspazio rispetto alla ricerca di occasioni tradizionali e reali di conoscenza, compartecipazione, svago e intrattenimento, elementi che, oltre ad altri, influenzano la propensione all'acquisto di viaggi e vacanze. La cosa certa è che la cultura digitale svolge un ruolo sempre più assorbente sulle nuove generazioni, influenzandone profondamente il comportamento e le scelte di acquisto.

Secondo lo studio, questo trend si può per esempio osservare in Giappone; Ian Yeoman, autore del report "Tomorrow's Tourist" (www.tomorrowstourist.com) e consulente per la redazione del report sostiene che i giovani di questa nazione stanno spendendo molto di più in tecnologia e in sistemi di intrattenimento domestico rispetto a quanto destinano ai viaggi. Lo stesso trend è stato rilevato in Inghilterra, dove l'acquisto di occasioni di intrattenimento fuori casa (biglietti per cinema, spettacoli teatrali, partite di football, e anche viaggi e vacanze) si è ridotto moltissimo negli ultimi anni, a differenza della vendita di apparati per l'intrattenimento, che ha fatto registrare un incremento del 2,5% annuo a partire dal 2000. Guardando al 2015, la tendenza sembra confermata ed accentuata.

I ricercatori hanno inoltre sottolineato come dal 2007 le attività legate allo svago tra le mura di casa, come navigare su Internet o giocare ai video-game hanno avuto un notevole incremento nella percezione di valore dei giovani rispetto ad altre attività più tradizionali, come fare sport o incontrare gli amici.

Per continuare a suscitare l'interesse dei giovani e accedere ad una parte delle loro risorse economiche, il settore dei viaggi e delle vacanze dovrà quindi garantire loro la possibilità di vivere esperienze più interattive, innovative e coinvolgenti. Il report suggerisce ad esempio l'adozione di filmati interattivi per la promozione delle destinazioni e delle offerte, così come visual sui device mobili che rimpiazzeranno le audio guide nei musei, e l'incremento della diffusione e dell'utilità di applicazioni basate sulla realtà aumentata, in grado di garantire una sempre maggiore completezza informativa e un incremento nella percezione del valore.

Parlando del nostro specifico settore, la sfida per gli alberghi sarà dunque trovare un range di soluzioni in grado di coinvolgere questo gruppo di "Go-Nowhere-Gamers" e catturare i loro interessi. Questo può implicare il fornire l'accesso a una serie di tecnologie in grado di generare ambienti ludici molto sofisticati, di dare esperienze a cui i giovani clienti non possono accedere nelle loro case, così come offrire l'opportuità di provare nuovi giochi, console e apparati tecnologici che non possono comprare, perchè ottenibili solo con un costo superiore alla capacità di acquisto della maggior parte di loro. E ovviamente fornire la possibilità di essere "always-on", ovvero costantemente connessi alle risorse sulla rete e alla loro rete di relazioni virtuali.

Guardando al 2030 il report si domanda se questo trend assumerà una dimensione tale da  rimpiazzare effettivamente la voglia di fare esperienze di viaggio tradizionali. Ma a questo proposito gli esperti sono profondamente scettici: "Qualcosa simile ai viaggi virtuali sarà presente - dice William Higham, autore del libro "The Next Big Thing" - ma non credo che rappresentarà un reale pericolo per le vacanze tradizionali..sarà semplicemente un'altra opzione di vacanza". E di questo aspetto siamo profondamente convinti anche noi di TSM Consulting. Una cosa però è certa: per continuare a mantenere il favore di questi giovani turisti il settore si deve inevitabilmente adeguare a parlare il loro linguaggio, comprendere meglio il loro comportamento e le loro specifiche necessità, coinvolgendoli attivamente nelle scelte che vengono fatte in termini di prodotti e servizi loro destinati.

Stiamo parlando di clienti potenziali che  sono e saranno sempre più abituate ad acquisire e a gestire le informazioni in modo molto veloce e fugace,  senza sprecare molto tempo e attenzione per acquisirle ed elaborarle, con la logica destrutturata del "saltare" da un punto all'altro a cui sono abituati navigando su Internet. È da sfatare anche il mito che si tratta di un target con un basso potere acquisitivo...quella che è molto bassa è la fiducia riposta nelle offerte tradizionali, percepite come noiose e poco arricchenti...a cui dobbiamo far fronte con proposte che includono in modo deciso la connettività permanente, la tecnologia, l'innovazione, la creatività, il gioco sofisticato, così come ovviamente la possibilità di socializzare in spazi adeguatamente allestiti, anche virtualmente.

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Belloni Federico

Belloni Federico

Consulente senior specializzato nel settore turistico e alberghiero | Professore universitario | Mail: belloni@tsmconsulting.it

Consultor senior especializado en el sector turístico y hotelero | Profesor universitario | Mail: belloni@tsmconsulting-barcelona.com