Albergo tematico: Pantone Hotel a Bruxelles

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11 Lug 2013

Il Pantone Hotel di Bruxelles rappresenta un fortunato esempio di co-branding alberghiero, utilizzato per dare alla struttura una marcata personalità e distinzione. 

Tutto nacque da una fortunata intuizione del famoso interior designer belga Michel Penneman, che anni fa casualmente comprò una PANTONEBAG arancione, durante l’evento di presentazione di questo prodotto che è stato il primo ad essere “brandizzato” Pantone, senza esagerare l’autorità mondiale per quanto riguarda lo studio e la produzione di colori, da quando nel 1963 Lawrence Herbert fondò la fortunata azienda statunitense, con casa madre nel New Jersey, che ha come mission la fornitura dei colori utilizzati nei prodotti di imprese che operano in moltissimi settori, tra i quali: plastica, tecnologia digitale, moda e prodotti d’arredamento, solo per citarne alcuni. Non per niente il let it motive dell’azienda è “Pantone – The colors of ideas”.

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Il Pantone Hotel, a Bruxelles

A Pennemann, per natura abituato a buttarsi istintivamente in progetti azzardati e altamente creativi, venne subito un’idea: creare un albergo nel quale il colore fosse l’elemento centrale del concept stesso, e per far questo ha capito immediatamente che aveva già trovato uno dei partner ideali, mentre il secondo lo ha incontrato nella persona dell’architetto Olivier Hannaert, anch’esso belga, che raccolse immediatamente l’entusiasmo di Pennemann e individuò l’immobile adatto, che poi sarebbe diventato il Pantone Hotel, di proprietà dei fratelli Avi e Ilan Halm.

Localizzato nel pieno centro della capitale belga, solo a pochi passi dalla famosissima Avenue Luise, l’area in assoluto più glamour e di tendenza della città, dove etichette internazionali si fondono con prodotti di autentico artigianato belga, e musa ispiratrice dei designer contemporanei più creativi che hanno stabilito qui la loro residenza, Il Pantone Hotel occupa un edificio di otto piani dall’architettura sobria, in autentico stile decor anni ’70, che si potrebbe tranquillamente confondere tra tutti gli altri, se non fosse per le pellicole colorate applicate ai vetri che costituiscono i parapetti dei balconi e a quelli alcune finestre.

Già dalla lobby si comprende il carattere pulito ed essenziale dell’albergo, a partire dal pavimento realizzato in elegante calcestruzzo lucido: il colore prevalente dell’ambiente è il bianco, utilizzato come una sorta di tela neutra sulla quale si collocano gli elementi colorati, che appaiono come macchie dipinte qua e là nello spazio. Di fianco al desk della reception non si possono non notare le biciclette dipinte con colori Pantone, parcheggiate in modo ordinato, quasi fossero state parcheggiate in modo meticoloso dai clienti dopo averle usate per entrare fin dentro albergo, ma che in realtà, così come molti atri prodotti presenti che fanno parte della collezione PANTONE UNIVERSE, tra le quali sedie pieghevoli, tazze, scatole di latta, portachiavi, ecc., tutti con la chiara indicazione del numero di catalogo del colore primario usato, che sono in esposizione per essere acquistate dai clienti. Il controsoffitto bianco, dalla forma irregolare che richiama quella di una nuvola, contiene lampadari circolari bianchi di diverse dimensioni, disegnate negli anni ’60 da Arn Jacobsen, per Poulser, mentre un tappeto e un sofà rosso e nero invitano gli ospiti ad accomodarsi e a rilassarsi. Pur presentandosi allo sguardo come ambiente unico, la lobby è in realtà costituita da diverse zone, evidenziate dalla presenza di porzioni magnetiche verticali in metallo laccato, disegnate per ospitare strisce intercambiabili in differenti colori Pantone ognuna delle quali, come i prodotti che fanno parte del merchandising, ha la referenza indicata nella parte bassa. Quest’innovativa soluzione permette alla lobby per essere personalizzabile dal punto di visuale in modo da ospitare qualsiasi tipo di evento. È inoltre presente un grande desk, pensato per poter svolgere tre differenti funzioni: ripiano su cui appoggiare i prodotti Pantone, supporto dove collocare gli elementi del ricco buffet della prima colazione e console di lavoro per i DJ che qui si esibiscono con molta frequenza, trasformando l’ambiente in un lounge bar frequentato dai più importanti artisti e designer belgi. Le sedie sono di Arper, nell’interesse della sobrietà, mentre i tavoli sono realizzati in metallo inossidabile, per garantire solidità. C’è anche una libreria, sulla quale si possono però trovare solo libri che parlano di colore.

Le cinquantanove PANTONEROOMS, come si chiamano le stanze dei clienti, sono localizzate tra il primo e il settimo piano dell’albergo, ognuna dei quali è tematizzata sulla base di un differente colore, che poi è lo stesso del piano sulle quali sono ospitate, e il cui ordine rispetta la composizione dello spettro della luce: Blu 2718 c, Grigio 7487 c, Viola 7441 c, Giallo 106 c, Arancione 1375 c, Rosso 1795 c, Marrone 4705 c. Ognuna delle camere o suite, che possono essere selezionate dagli ospiti scegliendo tra quelle che hanno il colore in linea con il loro stato d’animo al momento dell’arrivo in albergo, ha il numero stampato in rilievo sulla porta d’ingresso, per permettere al colore del piano di essere notato lateralmente, e molte offrono una vista impareggiabile sulla città di Bruxelles.

Le camere sono tutte assolutamente bianche, e l’unico elemento che cattura l’attenzione dell’ospite è la grande fotografia stampata su una speciale tela e posizionata sulla testata del letto, per non disturbare in alcun modo il sonno del cliente, differenti per ognuna delle camere, tutte ad opera dal famoso fotografo Victor Levy, che per la loro realizzazione ha dovuto attenersi a rigide regole: la prima, e più importante, è che ogni fotografia deve avere un colore principale decisamente predominante, e che deve essere lo stesso di quello del piano corrispondente, poi un colore secondario ed uno terziario, ognuno di questi ben identificabili. Inoltre, ogni fotografia deve essere scattata a Bruxelles e deve rappresentare un elemento astratto.

Sulla parete laterale, vicino ad ogni fotografia sono inoltre presenti quattro PANTONECHIPS, ovvero le tre tavole che descrivono i tre colori primari presenti nella foto, con una quarta che invece contiene la descrizione della foto stessa: il suo colore, il suo significato, il luogo nel quale è stata fotografata e infine l’elemento fotografo. Un altro curioso particolare: i copriletto hanno lo stesso colore della fotografia. Anche stanze da bagno sono completamente bianche, e anche in questo caso sono utilizzate come un palcoscenico neutro così da mettere in evidenza i colori dei prodotti Pantone, ovvero i dispenser di saponi e creme che vi sono presenti, e che catturano l’occhio del cliente appena ci entra.

L’ottavo piano è invece costituito da due aree polivalenti: due camere da letto e dalla PANTONETERRACE, una terrazza bar che offre ai clienti una magnifica vista a 360 gradi sulla capitale belga.

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Belloni Federico

Belloni Federico

Consulente senior specializzato nel settore turistico e alberghiero | Professore universitario | Mail: belloni@tsmconsulting.it

Consultor senior especializado en el sector turístico y hotelero | Profesor universitario | Mail: belloni@tsmconsulting-barcelona.com